Amadeus pazzo dei Maneskin: “Saranno i nuovi Rolling Stones, spero si ricordino di me”

Amadeus pazzo dei Maneskin: “Saranno i nuovi Rolling Stones, spero si ricordino di me”

Il presentatore e direttore artistico di Sanremo, Amadeus, ha commentato il successo dei Maneskin, lasciandosi andare a un paragone azzardato.

Fare record su record a livello di share può inorgoglire, ma mai quanto lanciare uno dei gruppi italiani più amati all’estero nella storia. Amadeus non dimentica i Maneskin, e nei giorni in cui la band sta raccogliendo i massimi risultati, dalle nomination ai premi più prestigiosi all’apertura per i Rolling Stones, è tornato a parlare di loro.

Il gruppo lanciato da X Factor e consacrato a Sanremo e all’Eurovision potrebbe tornare sul palco dell’Ariston nel 2022. In quei giorni la band inizierà il tour europeo, e chissà che, in nome anche del buon rapporto che li lega ad Amadeus, non possano accettare un invito, anche per promuovere i propri impegni.

Il direttore artistico coltiva questa speranza, anche perché l’affetto nei loro confronti è grande. “Ogni tanto ci messaggiamo e mi fa piacere, perché quando gli scrivo Damiano mi risponde subito a nome degli altri“, ha raccontato il presentatore: “Non si sono montati la testa, stanno facendo una carriera straordinaria e sono fiero di loro“. Talmente fiero, da lasciarsi andare a una previsione forse eccessiva. Ma si sa, l’amore è un sentimento strabordante: “Tra dieci anni saranno loro i protagonsiti dei megaconcerti, saranno i nuovi Rolling Stones. Mi auguro che per me ci sia sempre un posto in prima fila alle loro esibizioni. Spero che si ricordino del vecchio zio Amadeus“.

Amadeus ha anche raccontato come è arrivato a portarli sul palco. Recatosi alla Sony, ha ascoltato il loro brano, Zitti e buoni, e ha subito pensato che con quella canzone erano già sul palco dell’Ariston. Il suo pensiero è stato infatti che se avesse vinto quella canzone, il Festival sarebbe stato rivoluzionario. E così è stato, viste le conseguenze straordinarie che ha avuto sulla carriera della band romana, che oggi si può permettere di suonare in uno storico club di New York facendo il sold out e cantando anche brani in italiano.