Milano | Torture al Beccaria, un agente sapeva delle telecamere

Milano | Torture al Beccaria, un agente sapeva delle telecamere

Sono stati completati gli interrogatori di 13 dei 25 agenti sotto inchiesta per presunti maltrattamenti e torture nel carcere minorile Beccaria. Ieri, 26 aprile, la giudice Stefania Donaeo ha interrogato gli ultimi quattro. Due di loro hanno scelto di non rispondere. La magistratura ha iniziato gli interrogatori dai soggetti coinvolti nelle accuse più gravi: lesioni, falsità, tortura, maltrattamenti e, in un caso, anche tentata violenza sessuale.

Dai 13 agenti interrogati sono emerse versioni e punti di vista molto diversi. Alcuni hanno ammesso gli errori e persino pianto, mentre altri hanno riconosciuto di sapere della presenza delle telecamere, definendo l’arresto un sollievo. Altri ancora hanno scelto di tacere, difendendosi e descrivendo i loro interventi come contenitivi. Si è appreso che al Beccaria si lavorava con turni massacranti, senza ferie e con un caos organizzativo. Gli agenti lamentavano straordinari non retribuiti, scarsa disponibilità di personale e mancanza di una formazione adeguata per gestire ragazzi problematici.

Nel frattempo, le indagini condotte dall’aggiunto Letizia Mannella e dalle pm Rosaria Stagnaro e Cecilia Vassena si concentrano sui vertici precedenti, inclusi le ex direttrici Cosima Buccoliero e Maria Vittoria Menenti. Gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere e inizieranno presto ad ascoltare i testimoni. Lunedì la giudice riprenderà gli interrogatori con gli otto agenti sospesi dal servizio.