Palermo | Allarme quartiere Sperone, gli investigatori temono l’apertura di una faida

Palermo | Allarme quartiere Sperone, gli investigatori temono l’apertura di una faida

A Palermo Polizia e Militari sono in allerta massima dopo l’omicidio avvenuto allo Sperone. Si tratta di gruppi criminali che, secondo le prime indagini, potrebbero appartenere a due fazioni diverse, pronte a scontrarsi anche in pieno giorno. Le strategie sottili sembrano non essere più una caratteristica dei leader delle organizzazioni criminali cittadine.

Gli investigatori non escludono la possibilità di una ritorsione in seguito alla sparatoria di Camillo Mira. Potrebbe essere stata pianificata una nuova azione punitiva dalla fazione collegata alla vittima e al suo compagno ancora in gravi condizioni. La sfacciataggine dimostrata nel compiere il crimine in pieno giorno in una zona centrale della città suggerisce che potrebbero essere coinvolti individui estremamente audaci e pericolosi, con una propensione alla violenza senza restrizioni.

Al momento non ci sono segnali concreti di una nuova azione organizzata, ma l’ipotesi non può essere esclusa del tutto. Lo Sperone è noto per essere un territorio controllato strettamente dalle varie piazze di spaccio, e questo potrebbe essere il vero motivo del raid armato, con il debito dell’agenzia scommesse dei Mira come scintilla scatenante. L’operazione antidroga “Nemesi” svolta recentemente nella zona ha permesso di identificare la struttura dell’associazione criminale, con un vertice che gestiva la distribuzione della droga, le strategie di spaccio e il ricavato dell’attività.

Tre anni fa, durante l’operazione “Nemesi”, erano coinvolti tre gruppi criminali distinti, ognuno guidato da una famiglia che gestiva autonomamente la propria area di spaccio. Questo potrebbe suggerire che i vertici delle organizzazioni e i loro metodi non siano stati modificati nel tempo, e che ci sia stata un’espansione delle attività illegali in aree precedentemente non controllate. Questo scenario potrebbe aver portato alla violenza armata.