Villa San Giovanni (RC) | Espropri per il Ponte sullo Stretto, in tanti protestano

Villa San Giovanni (RC) | Espropri per il Ponte sullo Stretto, in tanti protestano


La casa non è soltanto un semplice luogo di residenza, ma un santuario di affetti, un tesoro di ricordi e un serbatoio di speranze per il futuro, poiché ciò che creiamo lo facciamo anche per le generazioni a venire. È sia una costruzione materiale che un simbolo carico di significato emotivo.

Caterina Votano è tra coloro che, insieme alla propria famiglia, osservano con il cuore spezzato il termine esproprio diventare una realtà tangibile, senza poter nascondere le emozioni contrastanti in questo momento di ripresa delle procedure e degli iter necessari per la costruzione del Ponte. Invece delle solide mura che si affacciano sul mare dalle finestre, è prevista l’edificazione di una serie di strutture connesse al progetto di attraversamento stabile. Nelle sue parole, ricorre spesso il termine “sacrificio”, che potrebbe essere tollerato solo se vi fosse un reale bisogno di tale infrastruttura e se il rapporto tra benefici e costi, in tutti i loro aspetti, risultasse a favore dei primi. Anche dal punto di vista “valoriale” dell’immobile, ciò che sarà calcolato in termini numerici, Votano ribadisce che non vi può essere una valutazione adeguata in cui non sia considerato il “fattore umano”, che per sua stessa natura è incommensurabile.

“Abbiamo costruito questa casa partendo da zero. Il terreno che abbiamo acquistato era una discarica, e tutto ciò che vediamo oggi è il risultato di energia, impegno, determinazione e di tutti i sacrifici di una vita intera. Il pensiero di dover abbandonare questo luogo che abbiamo costruito pezzo per pezzo, che rappresenta la nostra vita, è devastante. Proviamo una grande rabbia. Sentiamo di dover sacrificare così tanto per qualcosa che poteva essere evitato, che non ha alcuna utilità. Per risolvere il problema dei trasporti nello Stretto basterebbe aumentare il numero delle navi in servizio.”